Oggi mi rivolgo in particolare agli allenatori, ai manager e a tutte quelle figure che hanno un ruolo educativo, come genitori ed insegnanti.

Quando sei responsabile della crescita di qualcuno è routine, utile e giusta, quella di commentare la prestazione, l’atteggiamento o il rendimento delle persone che gestisci. Purtroppo a volte capita che il messaggio venga detto nella “maniera sbagliata” e questo genera brutte sensazioni in chi ti ascolta e causa la chiusura totale nei tuoi confronti e nel messaggio che volevi dare.

Come evitare queste situazioni?    

Per evitare di generare brutte sensazioni e un sentimento di chiusura nelle persone con le quali interagiamo ci viene in aiuto la comunicazione con uno strumento facilissimo ed efficace: il feedback a panino

Il feedback a panino è uno strumento linguistico che ti permette di dare informazioni di qualità e di velocizzare la crescita delle persone. 

Prima di spiegarti nel dettaglio come creare un feedback a panino è necessario porre l’attenzione sulla prima regola fondamentale. Per far si che un feedback sia efficace deve essere dato sul comportamento della persona e mai sulla identità dell’individuo! 

“Sei stupido” suona molto diversamente da “hai fatto una stupidaggine”

“Sei scarso” ha un valore molto diverso da “oggi hai fatto una prestazione sottotono.”

“Sei superficiale” è molto diverso da “ti stai comportando in maniera superficiale rispetto a questa cosa.”

Questa prima regola è da rispettare sempre perché ti permette di predisporre il tuo interlocutore all’ascolto. Parlando di comportamenti non metti in dubbio la sua identità, aprendolo così all’ascolto e motivandolo a migliorare.

Ora che conosci la prima ed inviolabile regola del feedback ti spiego come crearlo.

Il feedback a panino

Viene chiamato feedback a panino perché è composto da tre parti:

  • La fetta superiore di pane corrisponde a: cosa è andato bene e/o cosa mi è piaciuto.

Parti dicendo 2 o 3 cose che sono andate bene o che ti sono piaciute. 

Questo primo passaggio ti permette di essere oggettivo e di non focalizzare la tua attenzione solamente sulle cose che non sono andate per il verso giusto. Ricordati che anche nella peggiore prestazione o nel più grande dei problemi esiste sempre qualcosa che è stato fatto bene.

Quando affronti questa prima parte è di fondamentale importanza la coerenza tra quello che dici e quello che senti. Devi crederci davvero per far si che le tue parole non suonino “false”.

  • Il ripieno del panino corrisponde a: cosa puoi migliorare per la prossima volta.

In questa seconda fase dirai cosa si può migliorare e dovrai farlo usando proprio la parola “migliorare”.

Facendolo farai capire al tuo interlocutore che c’è margine di crescita e che, anche in situazioni molto negative, esiste una via di uscita. 

  • La fetta sotto di pane corrisponde a: come puoi migliorare.

In questa terza ed ultima parte darai delle strategie alla persona. Gli darai delle soluzioni spiegandogli cosa deve fare come deve fare per ottenere dei miglioramenti.

Questa parte è la mia preferita perché obbliga chi sta dando il feedback a proporre una soluzione e chi lo riceve a non rimanere nell’errore. 

Ti faccio un esempio per farti capire meglio. 

Fingiamo che io sia un allenatore di pallavolo e debba fare l’analisi della partita con i miei giocatori.

Usando il modello del feedback a panino il mio discorso risulterebbe così: 1- “Domenica è andato molto bene il nostro cambiopalla, abbiamo ricevuto con ottime percentuali dando così la possibilità al palleggiatore di smarcare i nostri attaccanti. Mi è piaciuto molto anche l’atteggiamento che abbiamo avuto negli ultimi due set.” 2- Possiamo migliorare la nostra correlazione muro-difesa in modo da difendere con qualità un maggior numero di palloni e alzare la nostra efficienza in contrattacco.” 3-Lo faremo facendo degli esercizi analitici in più su muro e difesa. Vi chiedo di mettere la vostra attenzione fin da subito su questo.”

È uno strumento straordinario e di una potenza incredibile che allena la nostra mente a capire cosa va fatto anziché rimuginare su ciò che è nel passato e non si può più cambiare.

Usa questa comunicazione con gli altri ma usala anche con te stesso quando analizzi le cose che hai fatto. Ti ritroverai in uno stato d’animo molto più utile e funzionale alla crescita e al miglioramento.

Buon allenamento! 

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