Il primo ospite della rubrica “Straordinariamente” è Romina Modena, donna dall’energia contagiosa e campionessa di handbike. 

La sua è una storia che parla di resilienza, di rinascita e voglia di vivere.

LA STORIA

Romina vive a Novagli di Montichiari in provincia di Brescia. Fa la parrucchiera, ha un marito che adora e sta per concepire la sua bimba. 

Matilde nasce l’undici Marzo del 2002. Il parto va bene e Matilde è bellissima. Dopo qualche giorno possono tornare a casa. Romina non è mai stata cosi felice! Si sente bene e inizia a fare progetti per il suo futuro e per quello della sua famiglia. Tutto meraviglioso fino a quando succede l’inimmaginabile.

Romina inizia a stare male. Ha forti emicranie e la febbre a 42. La situazione è seria e così viene portata al Pronto Soccorso di Castiglione delle Stiviere e da li direttamente agli infettivi dell’Ospedale di Mantova.

La diagnosi è encefalomielite virale. 

Romina entra in coma, prima profondo e poi vigile, per 50 lunghi giorni.

Quando si risveglia ad accoglierla una notizia che non avrebbe mai voluto sentire: ha perso l’uso delle gambe.

LA SCELTA

Davanti alle sfide hai due alternative:

  1. Negare, rimuginare, compatirti.
  2. Accettare, reagire, trasformare.

Romina ha scelto la seconda opzione! Ha capito che non poteva cambiare quello che era successo e ha messo in atto delle strategie mentali fantastiche per riprendere in mano la sua vita. Riuscendo così a trasformare un accadimento terribile in qualcosa di grande e degno.

ROMINA  

  • Romina, come si affronta un cambiamento così drastico come quello che hai vissuto tu? 

Ottimizzando i pensieri. Nel senso che mi sono concentrata su quello che avevo di bello intorno a me anzichè su quello che non avevo più. Quando sei in difficoltà è inutile pensare a quello che vorresti che fosse, per stare bene è necessario mettere la tua attenzione su quello che di bello hai già nella tua vita. Ed ognuno di noi, se guarda bene nel suo cuore, ha un sacco di ragioni per essere felice! Il problema è che spesso non lo facciamo. Ci lamentiamo per quello che non abbiamo perdendoci di conseguenza tutte le cose belle che ci circondano.”

  • Quale è stato il tuo pensiero più bello? Quello che ti ha permesso di fare la differenza?

“Mia figlia! Lei è stata il mio punto di svolta. Quando sono tornata a casa dopo mesi di ospedale e ho visto Matilde davanti a me che mi apriva le braccia mi sono detta: cosa fai Romina? La lasci sola o ti rendi partecipe della sua vita? E così mi sono impegnata per riuscire a fare la mamma e prendermi cura di lei. Matilde mi ha fatto capire quanto importante è la vita e questo mi ha permesso di trovare la forza per affrontare ogni difficoltà.”

  • Parliamo di disabilità Romina. Oggi ne parli con grande naturalezza ed ironia ma immagino che all’inizio non fosse così…

“All’inizio è stata molto dura. Ci sono stati anche dei momenti nei quali facevo fatica ad alzarmi dal letto.”

  • Immagino. Però da quel letto ti sei alzata tutte le volte! Qual è il pensiero che ti ha permesso di farlo?

“Mi dicevo devo farcela, voglio farcela! Per le persone che amo e per me stessa. Volevo dimostrarmi che valgo e essere un esempio per gli altri.”

  • Che ruolo hanno avuto le persone a te vicine nell’affrontare questa nuova condizione?

“Sono state fondamentali! Mi hanno aiutata, e mi aiutano ancora oggi in alcuni ambiti della mia vita, ma non mi hanno mai compatita o trattata come un’invalida. Mio marito è stato straordinario in questo! Ha saputo coccolarmi e sostenermi ma mi ha anche spronato a fare le cose. C’è un episodio che mi piace raccontare a riguardo. Tornata a casa dall’ospedale volevo accendere il fuoco e lui mi disse che se lo volevo veramente potevo accenderlo da sola. Colpita nell’orgoglio decisi di andare a prendere la legna da sola. Ricordo ancora la fatica nel farlo ma ancora di più ricordo la soddisfazione nell’esserci riuscita. Grazie a mio marito Roberto ho capito fin da subito che con l’impegno potevo riuscire a fare grandi cose.” 

  • Ora sei una campionessa di handbike e nel tuo palmares vanti tanti risultati importanti. Come ti sei avvicinata a questa disciplina?

“Per caso! Stavo guardando in TV la trasmissione WILD. Raccontavano la storia di questo ragazzo con le gambe amputate che faceva kayak. È stata un’illuminazione! Mi sono detta: se ci riesce lui che non ha le gambe perché non posso farlo anche io? Così il giorno successivo sono andata dalla mia dottoressa e le ho detto che volevo fare kayak. Mi disse che il tono muscolare delle mie braccia non era ancora adeguato a fare uno sport del genere ma che potevo iniziare con la handbike.” 

  • Per raggiungere risultati importanti come i tuoi è necessario avere grandi motivazioni. Quali sono le ragioni che ti guidano ogni giorno?

“Sono diverse e molteplici. La prima motivazione è molto personale. Quando ti capita qualcosa di grande, come quello che è successo a me, viene a mancarti qualcosa. Praticare sport mi permette di sostituire questa sensazione di mancanza con delle più utili sensazioni di forza e valore. La seconda motivazione è che voglio stare bene con me stessa per vivere al meglio la mia vita. La terza ed ultima motivazione è che voglio essere un esempio per tutte le persone che vivono un momento di difficoltà. Se ce l’ho fatta io possono farcela tutti!”

Grazie Romina per questa bellissima testimonianza e per averci insegnato con il tuo esempio che è possibile scegliere come reagire alle sfide che la vita ci mette davanti e che i limiti sono solo nella nostra mente.  

Concludo con una riflessione per te che stai leggendo.

Riesci ad immaginare quali traguardi straordinari puoi raggiungere mettendo in atto quotidianamente le strategie mentali di Romina?

Se ti va di condividere con me il tuo pensiero scrivimi nei commenti o compila il modulo.

Buon allenamento!

“Grazie alla disabilità oggi sono una persona più felice.”


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